Art ambiente Light e Recycle

FABBRICA CITTÀ tecnica mista su tavola 80x80cm 2009 di Mariarosaria Stigliano
FABBRICA CITTÀ tecnica mista su tavola 80x80cm 2009

Spazio Etoile, Piazza San Lorenzo in Lucina 41- Roma
dal 16 al 17 Dicembre 2009
Orario: mercoledì e giovedì
dalle 10.00 alle 20.00
Vernissage 16 Dicembre 2009 ore 16,00
Testo critico Prof.ssa Giovanna Dalla Chiesa
Mostra a cura di Ania Swoboda

Ass. Culturale Arte Continua, Via del Ristretto, 5 -Castelnuovo di Porto (Roma)
www.art-ambiente.it

Autori: Alessio Ancillai, Emilio Antinori, Luigi Ballarin, Paolo Buonarrivo, Erika Calesini, Cecilia Chiarantini, Donatella Di Maria, Gerardo Di Salvatore, Geo Florenti, Teorema Fornasari, Primo Gambini, Gianni Godi, Maria Teresa Gonzalez Ramirez, Emanuela Lo Franco, Adamo Modesto, Cecilia Natale, Okra, Roberto Opalio, Monica Pennazzi, Andrea Pili, Mariarosaria Stigliano, Ania Swoboda, Carlo Tosin, Francesco Varesano

Rivisitando vecchi concetti e nuove teorie

Alla fine degli Anni Sessanta inizio Anni Settanta la parola ecologia fa ufficialmente il proprio ingresso nel campo dell’informazione e si incomincia a parlare, con frequenza, del danno e delle alterazioni che il nostro sistema occidentale di vita, di produzione e di consumo, esportato ormai in tutto il mondo, arreca all’ambiente. Negli stessi anni, non è forse un caso, anche il panorama artistico contemporaneo muta sostanzialmente, introducendo ufficialmente per la prima volta il termine “ambiente” anche per specifiche categorie di opere artistiche. La grande rivoluzione che all’inizio del secolo XX ha modificato completamente il punto di vista artistico introducendo grazie alle scoperte di Einstein, il concetto di quarta dimensione anche nell’opera d’arte, torna a verificarsi, ma secondo nuovi principi e nuove modalità espressive.

È sempre il concetto di spazio a venir posto sotto inchiesta. Ma se, nel primo caso, si trattò di apportare al suo interno la modifica sostanziale di un’inestricabile connessione dello spazio e del tempo, questa volta si tratterà di includervi, definitivamente, quello di organismo vivente, di sistema complesso a cui contribuiscono discipline diverse: chimica, fisica, biologia, scienze della terra, integrandosi al suo interno come in una “casa”- oixos in greco: casa, ambiente, da cui “eco”.

Dal simbolico spazio eterno dell’arte al modo in cui l’arte, secondo i propri processi operativi, diviene capace di integrare conoscenze filosofico-scientifiche con pratiche e comportamenti che rendano più facile, anche allo spettatore, porsi problemi altrimenti relegati nella teoria – in quanto oltremodo complessi e fuori dalla comune portata – rendendoli praticabili e più facilmente applicabili.

I nomi di Duchamp, Beuys, Klein, marcano questo nuovo territorio all’estero, quali pionieri, come da noi quelli di Manzoni, Zorio, De Dominicis, Pisani. Prima metà del secolo scorso e seconda metà a confronto. L’avanguardia – in particolare cubista, futurista, costruttivista e dadaista – aveva già gettato le basi, sia dell’ampliamento dello spazio interno all’opera, con l’integrazione di frammenti di mondo esterno – come nel collage e nel polimaterismo cubista e futurista – sia di un coinvolgimento totale dell’ambiente con azioni, parole e suoni che lo attraversavano da cima a fondo – come nello Spettacolo futurista e nel Cabaret dadaista – trasformandolo in un vero campo di battaglia. Ma Surrealismo, New-dada, Fluxus, Arte Povera e Ambientale con i loro insostituibili gesti, happening, performance, installazioni, toccano l’acme di nuove concezioni, ormai molto vicine alle moderne teorie di campo, sia in fisica quantistica che in psicologia sociale, ovvero a un porsi contestualmente dinanzi alla totalità dei fatti coesistenti nella loro interdipendenza, fuor da qualsiasi presunzione di scomposizione delle singole parti e incline, invece, ad analisi di totalità e casualità circolari, come nell’esperienza ecologica ed ecosistemica a diversi livelli.
Bisogna, dunque, ripartire da qui anche oggi, in piena “società liquida” – per dirla con Zigmund Bauman – per ritrovare forse la più antica e attuale fra le motivazioni dell’arte, quella a modificare l’ambiente, riportandolo dal caos al cosmos, con il suo esemplare antiutilitarismo, con il suo essere al di là di ogni speculazione, che non costituisca puro modello di riflessione e non solleciti spinte urgenti al cambiamento di un sistema economico sociale in senso sempre meno fittizio e sempre più praticamente terapeutico per l’anima ed il corpo umano, minacciati di estinzione. Largo a chi voglia, con la gratuità di gesti leggeri, non per questo meno seri, come quelli della creazione artistica, rintracciare nuove vie per comunicare le ormai imprescindibili necessità di tutto il pianeta. Ricordando che:

L’ ARTE SI SOSTITUISCE E SOTTRAE AL CONSUMO PER CREARE QUELL’ “ECCEDENZA” CHE E’ L’OPERA, OSSIA UN VALORE NON COMMUTABILE, MA CERTAMENTE FRUIBILE

L’ ARTE HA SEMPRE POSTO IN COMUNICAZIONE L’OGGETTO, LO SPETTATORE, L’AMBIENTE IN UNA SFERA DI CONOSCENZA PIU’ AMPIA

L’ARTE HA SEMPRE COMPIUTO UN ATTO DI TRASFORMAZIONE DALLA PURA MATERIA ALLA FORMA E, A SUO MODO, HA SEMPRE INCREMENTATO E PRODOTTO ENERGIE RINNOVABILI

L’ARTE MODIFICA IL RAPPORTO UOMO-AMBIENTE CON IL SUO SOLO APPARIRE

Giovanna dalla Chiesa

Roma, 6 dicembre 2009

Con il Patrocinio di: Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del Mare, Regione Lazio, Comune di Romae la collaborazione di: Alarico ICTI Onlus, SunRay – Renewable Energy, Associazione Culturale Arte Continua